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Proroga termini censimento annuale apicoltura

10 febbraio 2016 - 10:33 CET di: Categoria: Normativa, Notizie A+ / A-

Proroga termini censimento annuale

Con la Nota ministeriale DGSAF/0001426 del 20/01/2016 qui allegata testo della proroga dei termini, il Ministero della Salute ha deciso di prorogare al 31 marzo 2016 il termine entro cui registrare il Censimento annuale, rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, che prevede “l’obbligo di aggiornare annualmente la consistenza (censimento annuale) e la dislocazione degli apiari posseduti nel periodo compreso tra il 1° novembre ed il 31 dicembre di ogni anno utilizzando le apposite funzionalità informatiche presenti nella BDN/BDR.

La Regione Piemonte aveva gia’ prorogato al 31 marzo 2016 il censimento apistico gia’ dal dicembre scorso. Ha lasciato tuttavia invariata la scadenza di fine 2015 per la registrazione di tutti gli operatori e degli apiari nella Banca Dati Apistica nazionale (BDA).

Motivi della proroga termini censimento annuale

A prescindere da quanto c’e’ scritto nella nota ministeriale, i veri motivi di questa proroga sono legati alle difficolta’ di accreditamento in BDA di tanti “improvvisati”, ai tempi lunghi di rilascio delle carte CNS da parte del Gestore incaricato, dall’indolenza di molte associazioni, gia’ a richieder proroghe nel luglio scorso e di tutti gli apicoltori che, vista la momentanea assenza di sanzioni, se ne sono disinteressati per un anno intero e, solo adesso, hanno deciso di mettersi in regola.

BDA proroga termini censimento annuale

BDA proroga termini censimento annuale

Tanto per dare un’idea a chi legge, un singolo operatore e’ in grado di fare 250 censimenti annuali in 2 ore.
Alla luce di questo, la scusa accampata dalle associazioni, che hanno chiesto la proroga per “poter registrare i censimenti comunicati a fine dicembre” e’ semplicemente ridicola, soprattutto se la richiesta viene da associazioni nazionali, abbastanza strutturate da chiedere ed ottenere dal Ministero una proroga dei termini.

Dunque, si tratta solo di disorganizzazione e poca conoscenza del nuovo mezzo tecnico da parte di alcune associazioni?
Si’, puo’ essere verosimile, ma solo in qualche caso.

Secondo me il problema di fondo sono gli apicoltori, non le associazioni che li hanno messi da tempo nelle condizioni di ottemperare agli obblighi di legge.

A che punto siamo?

E’ difficile dare una risposta precisa a questa domanda, perche’ i dati delle registrazioni NON possono tenere conto di tutti gli apicoltori che, fino ad oggi, non hanno alzato un dito per mettersi in regola e devono essere considerati alla stregua degli evasori totali, cioe’ soggetti di cui non si hanno notizie, ne’ dati certi.

Un po’ di numeri, sulla base dei dati degli apiari presenti in BDA in data 10 Febbraio 2016.
Nell’Anagrafe Apistica Nazionale sono presenti 52.385 apiari, di cui 51.136 sono attivi e 1.249 sono stati chiusi, 106 nei primi 40 giorni di quest’anno.
Alla data del 29 dicembre 2015 gli apiari registrati erano 45.199, quindi ne sono stati censiti oltre 7.000 nei primi 40gg del 2016.
Giusto per intenderci sui termini, si tratta di 7.000 nuovi apiari, di cui sono stati inseriti in BDA l’indirizzo postale, il numero di alveari e sciami/nuclei, la modalita’ di allevamento e la specie allevata. Tutti questi apiari sono stati poi validati dalle ULSS di competenza territoriale.
Questi sono i dati su consistenza e dislocazione degli apiari, non i dati del Censimento annuale obbligatorio, che e’ stato prorogato.

Gli apiari non ancora “regolarizzati” (a cui mancano campi obbligatori, come le coordinate geografiche o la sottospecie allevata), sono 7.984, cioe’ circa il 15% del totale degli apiari attivi. Da valutare, caso per caso, se i dati registrati in BDA siano effettivamente consistenti, oppure siano approssimativi o errati.

Secondo le mie personalissime stime, il “sommerso” corrisponde all’incirca al doppio dei “ritardatari”, cioe’ siamo nell’ordine dei 15.000 apiari ancora da registrare in BDA (se verra’ mai fatto da qualcuno), ma spero di essere smentito presto da stime piu’ attendibili, visto che la situazione sarebbe “tragica”!

Cosa NON e’ stato prorogato dalla nota ministeriale?

Non ci sarebbe nemmeno il bisogno di chiarirlo, ma e’ meglio dire le cose come stanno!

No, NON e’ stato prorogato il termine entro cui dotarsi di un cartello identificativo, in formato regolamentare, ed esporlo in ogni apiario.

No, NON e’ stato prorogato il termine entro cui confermare i dati della propria attivita’ di apicoltura e dei propri apiari.

Quindi, la proroga vale SOLTANTO per l’aggiornamento annuale della consistenza degli apiari.

Riflessione sulla Proroga termini censimento annuale

Inutile raccontarsela, la responsabilita’ dei ritardi e’ colpa degli apicoltori, che non se ne sono interessati, nonostante i numerosi solleciti da parte delle associazioni.

La storiella del “ho provato a registrarmi in BDA, ma non ci sono riuscito, che continuo a sentire in tutte le sue varianti, con le giustificazioni piu’ assurde (non solo tecnicamente), non vale piu’ a distanza di un anno, per nessuno!

Gli operatori del numero verde dell’Anagrafe apistica, dagli uffici del CSN di Teramo, hanno fatto l’impossibile per mettere nelle condizioni di operare anche i “meno-dotati” di conoscenze informatiche, ma il loro impegno e’ servito a pochi, pochissimi in percentuale, di quelli che pensavano di poter fare da soli, senza leggere nemmeno una pagina del manuale operativo, ne’ altra documentazione. [fare-da-soli non significa chiamare il numero verde ogni volta che si deve compiere un’operazione, ma solo in caso di problemi, anche per non negare il servizio agli altri!

Effetti della Proroga termini censimento annuale

Gli effetti di questa proroga saranno minimi ed interesseranno soltanto quei pochi che si sono “messi in regola” all’ultimo minuto.

Per gli altri, chi era gia’ in regola con BDA non avra’ alcun vantaggio, mentre chi “non era interessato a registrarsi in BDA”, nonostante l’obbligo, avra’ la possibilita’ di farlo e si sentira’ ancora “in regola con se’ stesso”, anche se ancora per poco.

Credo che, da subito, sia compito delle associazioni tutelare gli interessi degli apicoltori gia’ in regola con l’Anagrafe apistica nazionale e non chiedere ulteriori proroghe per coprire le consapevoli inadempienze di parte dei propri soci.

L’esistenza stessa di apiari non registrati in BDA, ne limita pesantemente i vantaggi per la circoscrizione delle patologie e per la corretta e tempestiva gestione delle emergenze sanitarie da parte dei SS.VV.

Mi auguro che la sanzione prevista per gli apiari NON registrati sia il sequestro di tutto il materiale vivo presente nel sito ed il suo affidamento ad apicoltori “convenzionati”. La procedura gia’ funziona per i cani ed altri animali, non vedo perche’ non estenderla anche al settore apistico.

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