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Manuale Anagrafe Apistica nuova versione

20 marzo 2015 - 12:00 CET di: Categoria: Normativa, Notizie A+ / A-

E’ stata pubblicata oggi, 20 marzo 2015, la nuova versione del Manuale Anagrafe Apistica, dedicato agli utenti registrati che operano via web.

Manuale Anagrafe Apistica v.1.1

Manuale Anagrafe Apistica versione 1.1

La nuova versione 1.1 del Manuale Anagrafe Apistica e’ scaricabile dalla sezione documentazione del sito web dell’Anagrafe.

Il manuale e’ stato aggiornato in diverse parti e contiene molti esempi con casi pratici, che faciliteranno sicuramente gli utilizzatori, soprattutto gli apicoltori  Proprietari ad adempiere a quanto previsto dalla recente normativa.

Senza entrare nel merito delle diverse modifiche, aggiunte e correzioni apportate alla versione precedente manuale, vorrei ringraziare personalmente gli autori del Manuale Anagrafe Apistica per il prezioso lavoro svolto, in brevissimo tempo, volto a facilitare il piu’ possibile gli utenti nella corretta gestione delle operazioni previste dalla Legge.

Riflessioni personali sull’Anagrafe Apistica

Come avevo gia’ scritto in altri articoli, sono sicuramente favorevole alla nascita dell’Anagrafe Apistica nazionale, che permettera’ la tracciabilita’ di tutte le operazioni di scambio di materiale vivo tra apicoltori, sia a vantaggio del consumatore finale del miele italiano, sia a vantaggio di apicoltori e servizi veterinari, per il corretto controllo delle malattie di diversa natura che interessano il settore apistico.

Se, da diversi punti di vista sono favorevole, ritengo che tutta questa burocrazia, ancorche’ doverosa e pienamente condivisibile nelle intenzioni del legislatore, possa rappresentare un onere troppo alto, in termini di tempo e costi, per gli apicoltori che non operano a scopo di lucro.

Ho gia’ avuto notizia che una associazione del settore agricolo ha chiesto ad un proprio asssociato, che iniziava la propria ativita’ di apicoltura non a fini di lucro, la somma di 25euro per la gestione della pratica di inizio attivita’ ed assegnazione del codice univoco.

Ho fatto questa stessa operazione per mio conto e la cosa mi e’ costata soltanto 5 minuti del mio tempo, visto che si tratta di una operazione facilissima.

Questa operazione equivale alla pratica cartacea che l’apicoltore, prima dell’istituzione dell’Anagrafe Apistica, doveva presentare direttamente all’ASL del proprio territorio per dichiarare l’Inizio Attivita’ di Apicoltura, SENZA dover sostenere alcun tipo di spesa.

Mi viene spontaneo chiedermi se, nel 2015, possa ancora valere la pena di produrre il proprio miele per autoconsumo della propria famiglia e cerchia di amici a fronte di una sicura impennata dei costi operativi per essere in regola con quanto previsto dalla nuova legislazione in materia.

Chi ci guadagna davvero?

Il consumatore del miele italiano sara’ garantito, come gia’ avviene con altri prodotti di allevamento, dal fatto che l’origine del prodotto che acquista o consuma e’ certa e tracciabile, ma dovra’ sostenere, sia se lo acquista, che se lo produce, un costo totale maggiore, a tutto vantaggio delle produzioni di miele Europee ed Extraeuropee, che sono gia’ presenti sul mercato nostrano a prezzi di molto inferiori rispetto al nostro miele italiano.

I servizi veterinari delle ASL potranno contare su un sistema piu’ efficiente per i propri controlli e per l’isolamento delle malattie e delle infestazioni, quindi continueranno a fare il loro lavoro, con diverse modalita’ operative. Faranno certamente piu’ controlli di prima, ma per loro cambiera’ poco o nulla rispetto al passato.

I produttori di miele italiano a scopi commerciali, gia’ vincolati ad ottemperare alle normative italiane ed europee su produzione ed etichettatura, dovranno sobbarcarsi questi nuovi oneri di registrazione delle operazioni in Anagrafe Apistica, soprattutto se praticano attivita’ nomadica, ma anche se hanno diversi apiari sparsi nel territorio. Dovranno compiere in proprio tutte le registrazioni previste, esporre il cartello a norma di Legge in ognuno degli apiari attivi e, se non riusciranno a farlo da soli, dovranno pagare altri per farlo al loro posta, delegandoli. Chi opera come apicoltore professionista avra’ gia investito un bel po’ di soldi per operare a norma di Legge e sara’ costretto ad affrontare questi costi aggiuntivi (rispetto al recente passato), che non potranno certo ricadere sulla propria attivita’, troppo spesso in pareggio o addirittura in perdita, ma dovranno necessariamente aumentare il prezzo del loro miele, a tutto svantaggio del consumatore.

Le associazioni invece, visti i nuovi oneri previsti dalla Legge, saranno le uniche a guadagnarci veramente, gestendo le pratiche e le comunicazioni obbligatorie con l’Anagrafe Apistica nazionale per conto dei propri associati.
Lo stesso gia’ avviene con i CAF, Centri di Assistenza Fiscale, che operano su tutto il territorio nazionale per “aiutare” i contribuenti a presentare la propria dichiarazione dei redditi, a fronte di costi che non sono per niente simbolici e che, soprattutto, NON garantiscono il contribuente, come invece avviene rivolgendosi ad un commercialista, che e’ assicurato se commette errori e ne risponde in proprio.

Le api, invece, non ci guadagneranno nulla, anzi. Tutta questa burocrazia scoraggera’ proprio i piccoli apicoltori, coloro che lo fanno soltanto per passione e per produrrre il miele per autoconsumo. La riduzione del numero di apicoltori per autoconsumo (oltre l’80% degli apicoltori su scala nazionale) ridurra’ drasticamente la popolazione di api presenti sul territorio nazionale, gia’ decimata dalle coltivazioni intensive e, soprattutto dalla coltivazione del mais.

Effetti collaterali

Se l’effetto di questa burocrazia ridurra’ il numero degli apicoltori per autoconsumo, ne risentira’ tutto il settore apistico ed il risultato sara’ una netta diminuzione delle api sul territorio italiano, un inevitabile calo della produzione di miele italiano e, inutile nasconderlo, una sensibile diminuzione della produzione agricola che dipende dalle api, soprattutto della frutta.

Quindi, il miele italiano prodotto sara’ di meno e sara’ piu’ costoso di quello prodotto da altri paesi europei, che non sono sottoposti agli stessi controlli o che, in molti casi, NON hanno bandito le coltivazioni OGM.

La popolazione delle api in attivita’ sul territorio italiano si ridurra’ sensibilmente, creando altri danni all’ambiente e, soprattutto, alla produzione di frutta italiana, con un probabile aumento dei prezzi di vendita e, soprattutto in questo periodo di crisi, a vantaggio delle produzioni agricole dei paesi stranieri.
E’ gia’ successo con le nocciole, la cui produzione e’ stata spostata in altri paesi UE o extra-UE, nonostante l’Italia produca ancora almeno due tipi di Nocciole IGP che sono le migliori in assoluto a livello mondiale.

Mi sento molto demoralizzato ed inevitabilmente demotivato a continuare a fare l’apicoltore non a fini di lucro. Io sono in grado di cavarmela con le pratiche senza avere delegati e consulenti a pagamento, ma come faranno tutti gli altri che, a differenza di me, dovranno pagare qualcuno per riuscire a rispettare la legge?

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