Internet e l’algoritmo delle api

Internet e l’algoritmo delle api

Introduzione

Quando ho iniziato ad appassionarmi alle api ed al loro splendido mondo, dopo tanti anni passati ad occuparmi di sistemi ed architetture di rete prima ed Internet poi, non immaginavo che questo mio interesse fosse la naturale conseguenza del mio lavoro di sistemista. Io lo vedevo come un modo per staccarmi un po’ dalla tecnologia, senza immaginare che la tecnologia che avevo conosciuto era stata in gran parte mutuata proprio dalle api, dai loro modelli di comportamento e dalla loro organizzatissima vita sociale.

Mi e’ capitato spesso di parlare con apicoltori ultrasettantenni che, nonostante conoscessero alla perfezione le abitudini ed i comportamenti delle loro api, affermassero di non saperne nulla delle mie “diavolerie” tecnologiche, di non conoscere il loro funzionamento e di non essere nemmeno in grado di capirci qualcosa, per motivi di eta’ anagrafica.

Invece sono io ad aver avuto maggiori difficolta’ a capire ed assimilare tanti concetti, principi matematici e modelli logici, senza avere prima conosciuto le api.

In pratica, i vecchi apicoltori hanno acquisito, seppur inconsapevolmente, molti degli aspetti teorici sul funzionamento di internet a cui io sono riuscito ad arrivare soltanto dopo anni di conoscenze ed applicazioni pratiche.

Sono convinto che l’essere umano abbia l’intelligenza di riuscire a capire la natura, la capacita’ di imitarla (per sfruttarla a proprio vantaggio) e la stupidita’ di non rispettarla, ma di ripagarla con l’ingratitudine.

Non voglio (e non potrei nemmeno) includere gli apicoltori in questo discorso, perche’ loro, a differenza di moltissimi esseri “umani”, rispettano la natura e ne ricavano, purtroppo, molto meno di quello che le donano, anche a vantaggio dei tanti che non la rispettano o, peggio, la distruggono.

 Ritornando all’argomento, e’ dalla notte dei tempi che l’uomo ricava leggi e principi matematici dall’attenta osservazione della natura. Il primo esempio che mi viene in mente e’ la successione di Fibonacci, che il matematico pisano del tredicesimo secolo elaboro’ per prevedere la proliferazione di una coppia di conigli, ma che era gia’ presente in natura sotto altre forme, soprattutto in botanica.

Esempio di sequenza di Fibonacci in botanica

Foto di una pianta le cui foglie si sono sviluppate a spirale attorno al fusto secondo la successione di Fibonacci

 

L’algoritmo delle api – The Bees algorithm

L’algoritmo delle api e’ stato teorizzato nel 2005 dal prof. Duc Truong Pham ed e’ stato poi descritto nella sua formula standard e pubblicato dallo stesso prof. Pham e dal suo allievo Dr. Marco Castellani nel 2009 in questo articolo (in inglese) The Bees Algorithm – Modelling Foraging Behaviour to Solve Continuous Optimisation Problems. Proc. ImechE, Part C, 223(12), 2919-2938.

L’algoritmo utilizza una popolazione di agenti (in natura, una famiglia di api) per esplorare tutto lo spazio delle possibili soluzioni. Una parte della popolazione (le api esploratrici) cerca a caso in giro per le regioni ad alta idoneità di risultati (ricerca globale). Gli agenti di maggior successo (le esploratrici che trovano zone con abbondante disponibilita’ di polline, nettare o secrezioni zuccherine) reclutano un numero variabile di agenti inattivi (le nostre api bottinatrici) per cercare in prossimità delle soluzioni più idonee (ricerca locale). I cicli di ricerca globale e locale vengono ripetuti finché non viene scoperta una soluzione accettabile (una zona in piena fioritura), o sono trascorsi un certo numero di iterazioni (in natura il limite delle interazioni e’ il tramonto del sole).

Lo pseudocodice originale che definisce l’Algoritmo delle Api

   1 for i=1,…,ns                               
       i  scout[i]=Initialise_scout()
       ii flower_patch[i]=Initialise_flower_patch(scout[i])
   2 do until stopping_condition=TRUE           
       i   Recruitment()        
       ii  for i =1,…,nb
             1 flower_patch[i]=Local_search(flower_patch[i])
             2 flower_patch[i]=Site_abandonment(flower_patch[i])
             3 flower_patch[i]=Neighbourhood_shrinking(flower_patch[i])         
       iii for i = nb,…,ns
             1 flower_patch[i]=Global_search(flower_patch[i])}

L’algoritmo delle api richiede che vengano definiti alcuni parametri:

  • numero delle api esploratrici
  • dimensione delle zone di ricerca, che includono i siti e le loro immediate vicinanze
  • numero dei siti selezionati tra tutti i siti esplorati
  • numero dei siti migliori, scelti tra quelli selezionati
  • numero delle api bottinatrici reclutate per la raccolta presso i siti migliori tra quelli selezionati
  • numero delle api bottinatrici reclutate per la raccolta dai restanti siti migliori selezionati
  • criteri per terminare la ricerca

Certamente la parte di pseudocodice appare incomprensibile a chi si occupa di apicoltura, ma credo che gia la parte in cui vengono definiti i parametri da utilizzare potra’ sembrare piu’ chiara.

L‘algoritmo delle api, in pratica, descrive fedelmente quello che fanno le nostre api esploratrici e bottinatrici quando la temperatura ambiente, le condizioni metereologiche e la luce del giorno glielo permettono.

Altri riferimenti tecnologici ispirati al comportamento delle api

Ne ho trovati tantissimi cercando su Internet.

Il piu’ importante in assoluto e’ contenuto nei lavori e negli scritti di Leonard Kleinrock, universalmente riconosciuto come il “Padre di Internet”, che si e’ ispirato proprio alle api nel teorizzare il modello matematico che lo porto’ poi a sviluppare il packet switching (commutazione a pacchetti) ed a fare il 29 ottobre 1969, quella che divenne la prima trasmissione Internet (allora Arpanet) tra due computer.

Da quel giorno in poi Internet si e’ sviluppata fino al punto che oggi conosciamo ed utilizziamo giornalmente, anche se in pochi sanno che dovremmo essere grati alle api anche per questo.

Leonard Kleinrock dobbiamo anche la teorizzazione, sempre mutuata dalle api, dei sistemi di calcolo distribuiti GRID, dei sistemi di storage distribuito CLOUD ed infine, giusto per restare in argomento, anche i computer nomadici.

Uhm, il nomadismo dei computer, cioe’ la loro capacita’ di essere spostati da un posto ad un altro e riadattarsi alle mutate condizioni ambientali per riprendere a funzionare, come se non fossero stati spostati. Se parlo di nomadismo con qualcuno, nella migliore delle ipotesi capisce che mi riferisco a popoli nomadi ma, se ne parlo con un apicoltore, lui sa esattamente a cosa mi riferisco.

Miele italiano, le schede informative

Il miele italiano per ogni varieta’ uniflorale contempla una scheda informativa con tutte le caratteristiche e proprieta’ terapeutiche.

vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivi

vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivo

Ecco un elenco, non esaustivo, dei diversi tipi di miele italiano:

miele uniflorale:

  • miele di acacia – antinfiammatorio per la gola e le patologie app.digerente, disintossicante del fegato, lassativo, gastroprotettore, antiacido
  • miele di abete – indicato contro tutte le infezioni ed anche contro l’alitosi
  • miele di arancio o zagara d’arancio – antispasmodico, sedativo, cicatrizzante per le ulcere, contro ansia, emicrania, insonnia e nervosismo
  • miele di biancospino – calmante, antispasmodico, raccomandato l’uso in casi d’ipertensione e d’arteriosclerosi. adatto ai cardiopatici, utile in caso di angina, spasmi e palpitazioni. indicato contro il nervosismo e gli stati d’ansia
  • miele di cardo – purificante del fegato e stimolante per l’appetito
  • miele di castagno – antispasmico, antismatico, astringente, favorisce circolazione sanguigna e disinfetta le vie urinarie
  • miele di ciliegio – disintossicante e drenante per i reni
  • miele di colza – consigliato nel trattamento delle malattie renali e dell’osteoporosi. protegge fegato, milza e pancreas da varie malattie
  • miele di corbezzolo – antiasmatico e diuretico.  disinfettante delle vie urinarie e decongestionante delle emorroidi
  • miele di erba medica – antinfiammatorio e tonificante dopo l’attivita’ sportiva
  • miele di erica – antireumatico, diuretico e disinfettante delle vie urinarie
  • miele di eucalipto – antibiotico, antiasmatico ed anticatarrale, espettorante, calmante della tosse e utile nelle affezioni bronchiali
  • miele di girasole – antinevralgico, febbrifugo, regola il colesterolo, calcificante delle ossa, previene l’osteoporosi
  • miele di lavanda – leggermente analgesico, antireumatico, diuretico e digestivo
  • miele di limone o zagara di limone – cura e previene l’influenza
  • miele di robinia (vedi miele di acacia)
  • miele di rosmarino – combatte astenia, cura il fegato, la colite ed i calcoli, utile in caso di insufficienza epatica o di affaticamento
  • miele di rovo – regolatore dell’apparato digerente
  • miele di sulla – tonico, diuretico e lassative, svolge azione depurativa
  • miele di tarassaco – regolatore di fegato ed intestino
  • miele di tiglio – calmante, diuretico, digestivo, espettorante, rilassante, sudorifero. sedativo dei dolori mestruali, combatte insonnia e irritabilita’
  • miele di timo – antisettico, calmante, febbrifugo, tonico. indicato per affezioni delle vie respiratorie  e per le influenze
  • miele di trifoglio – antisettico, calmante, depurativo, diuretico, immunizzante, ricostituente. utile per fissare il calcio nelle ossa

miele multiflorale:

  • miele di agrumi (arancio, limone e bergamotto) o miele di fiori di zagara – calmante contro ansia e nervosismo
  • miele di fruttiferi (pero, melo, pruno, mandorlo, cilliegio) – antibatterico ed antiinfiammatorio nelle malattie dell’apparato respiratorio, dell’app.digerente e dei reni
  • miele di millefiori – energetico e disintossicante del fegato
  • miele di leguminose (trifoglio, erba medica, lupinella, ginestrino) – antisettico, antinfiammatorio, calmante
miele vergine grezzo primaverile

miele vergine grezzo primaverile completamente cristallizzato

miele di melata:

  • melata d’abete – antisettico polmonare e delle vie respiratorie, è consigliato nei casi di asma, bronchite, faringite, influenza, raffreddore, rinite, tracheite
  • melata di quercia –  antisettico delle vie respiratorie, antianemico.indicato per problemi circolatori, dermatiti e pruriti ed anche per l’alitosi
  • melata di bosco – energetico e ricostituente
  • melata di latifoglie – energetico e ricostituente

cliccare sul nome del miele per andare alla scheda informativa che ne descrive caratteristiche e proprieta’.

 Il miele uniflorale ha, in genere, caratteristiche fisiche e proprieta’ terapeutiche piu’ specifiche rispetto ai mieli multiflorali. Alcuni mieli uniflorali sono molto rari, sia perche’ vengono prodotti solo in alcune regioni o localita’, sia perche’ vengono spesso prodotti in piccole quantita’.

Se non siete alla ricerca di un miele italiano uniflora specifico, anche se disponibile solo a caro prezzo, consiglio di utilizzare miele italiano, meglio se miele vergine grezzo, anche multiflorale, meglio se prodotto nella propria provincia o regione.

Miele uniflorale, millefiori e melata

Miele uniflorale, millefiori e melata sono solo classificazioni convenzionali per indicare i diversi tipi di miele e la loro origine botanica.
Il miele viene prodotto dalle api a partire dal nettare dei fiori, che le api trasformano e raffinano, fino a trasformarlo nel miele che l’apicoltore in gran parte raccoglie come frutto del suo lavoro.

Il miele si distingue in:

  • uniflorale (prevalenza di una specifica disponibilita’ di fioritura nel periodo di raccolta del nettare. ad es.: m. di acacia)
  • multiflorale (non e’ quantificabile una netta prevalenza di raccolta di nettare da una pianta specifica. ad es.: il m. di millefiori o millefiori.
  • melata (non di origine floreale, prodotto a partire dalle secrezioni prodotte da alcune piante a seguito dell’azione degli afidi. melata o miele di melata)

Il miele e’ buono, e’ sano e fa bene alla salute. Ha un alto valore nutritivo perche’ e’ composto da zuccheri semplici (o monosaccaridi), quali fruttosio e glucosio, che vengono bruciati molto velocemente dal nostro organismo e traformati in energia in brevissimo tempo.

Oltre agli zuccheri, contiene anche aminoacidi, enzimi, ormoni, sostanze ad azione antibiotica, vitamine e diversi sali minerali (o oligoelementi).

Facilita l’assorbimento del calcio  e contiene sostanze che favoriscono la crescita e lo sviluppo.
La presenza di molti oligoelementi, tra i quali il calcio, il ferro, il fosforo, il manganese, il rame e lo zolfo, lo rendono un ottimo ricostituente naturale, ancora piu’ potente se abbinato al consumo di polline. Il miele di melata (o semplicemente melata), come e piu’ dei mieli del periodo estivo, e’ particolarmente ricco di sali minerali ed e’ il piu’ indicato sia come alimento durante la crescita e lo sviluppo dei bambini, sia come integratore alimentare per chi pratica attivita’ sportiva e fisica.

La qualita’ del miele

La qualita’ di un miele dipende principalmente dai nettari che lo costituiscono ed anche da fattori esterni, come l’andamento meteorologico, il metodo di raccolta ed estrazione e l’umidita’ del luogo di maturazione.

vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivi

vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivi anno 2014

A seconda del suo utilizzo da parte dell’alveare, condizioni climatiche permettendo, il miele viene progressivamente asciugato dall’acqua che ancora contiene ed utilizzato subito o accumulato e stoccato nei favi da miele, che sono i piu’ esterni dell’arnia, per conservarlo e consumarlo durante l’inverno. Per la raccolta del miele, l’uomo aggiunge al di sopra dell’arnia una “stanza aggiuntiva”, detta melario, che conterra’ i favi fatti dalle api per conservarvi il miele da conservare. Una rete, chiamata escludi-regina, impedira’ alla regina di raggiungere il melario e quindi di covare nelle celle, che conterranno solo m., che poi verra’ raccolto dall’apicoltore.

La presenza di acqua nel miele ne pregiudica la capacita’ di conservazione nel tempo. Essendo un alimento quasi saturo [60% – 95%] di zuccheri [84% il limite di saturazione del saccarosio in acqua] non favorisce ed anzi impedisce la crescita e proliferazione batterica (nell’acqua presente al suo interno). Durante il processo di maturazione naturale del miele, la presenza di una eccessiva quantita’ di acqua ne potrebbe determinare la fermentazione, che lo renderebbe inutilizzabile, sia per le api, che per l’uomo.

Miele italiano

Questi sono solo alcuni dei tipi di miele uniflorale italiano, prodotti a partire dal nettare dei fiori delle piante che crescono sul territorio italiano. Parlo di miele italiano, perche’ il miele puo’ essere identificato a partire dalle tracce e quantita’ di pollini, autocotoni o tipici del nostro territorio, che presenta al suo interno. Lo spettro pollinico del miele dipende quindi dalla vegetazione presnte della zona di produzione. All’esame melissopalinologico, nel miele prodotto in Italia c’e’ sempre la presenza di sulla (Hedysarum coronarium), che rende tipica l’origine geografica italiana del miele.

Alcuni dei nostri mieli uniflorali:
  • abete
  • arancio
  • cardo
  • castagno
  • colza
  • corbezzolo
  • girasole
  • edera
  • erba medica
  • erica
  • eucalipto
  • lavanda
  • melata d’abete
  • melata di quercia
  • robinia (acacia)
  • rosmarino
  • rovo
  • sulla
  • tarassaco
  • tiglio
  • zagara
Alcuni dei nostri mieli multiflorali:
  • agrumi
  • fruttiferi (pero, melo, pruno, mandorlo, cilliegio)
  • melata di latifoglie
  • millefiori
  • millefiori primaverili
  • leguminose (trifoglio, erba medica, lupinella, ginestrino)

Miele straniero

Sul mercato italiano si trovano anche mieli di provenienza sia comunitaria. che extracomunitaria. L’origine del miele e’ importante e sarebbe preferibile consumare soltanto miele italiano, meglio se solo della propria regione o provincia di residenza. In mancanza d’altro (o di tempo per trovarlo), spagnoli, francesi ed ungheresi producono del buon miele, i neozelandesi producono un m. unico al mondo, il Manuka o m. di Manuka. I cinesi sono i maggiori produttori al mondo di miele d’acacia, che e’ il piu’ scadente presente sul mercato, quindi difficilmente troverete in etichetta la dicitura “miele extracomunitario, paese d’origine cina”, ma sara’ miscelato con altri mieli comunitari e venduto come miele di origine comunitaria ed extracomunitaria. Conviene sempre leggere attentamente le etichette, prima di acquistare qualsiasi alimento. Io preferisco il miele italiano, prodotto dal nettare dei fiori nostrani.

Propoli lo stucco antibiotico delle api

Uno dei prodotti delle api e’ la Propoli, che viene usata come stucco per rivestire le loro arnie, siano esse cavita’ naturali, o artificiali, tappare buchi ed infiltrazioni ed anche per ricoprire gli intrusi che non riescono a portare fuori dall’alveare.

Viene prodotta impastando con cera e saliva diverse sostanze resinose, gommose e balsamiche che la api raccolgono da alcuni alberi che, a loro volta, le hanno prodotte per curarsi le ferite e proteggere le nuove gemme.
Sono presenti nella propoli anche

  • acidi grassi,
  • enzimi,
  • flavonoidi,
  • oli essenziali,
  • oligoelementi,
  • tannini,
  • vitamine del complesso B,
  • zuccheri mono e polisaccaridi.

La propoli possiede anche alcune proprieta’ medicinali naturali, che la rendono utile ed efficace anche sull’uomo.

Viene comunemente usata come disinfettante e cicatrizzante per le ferite superficiali e le sue proprieta’ antibatteriche la rendono efficace anche per la cura (e la prevenzione) di alcune malattie dell’apparato respiratorio.

 Queste le proprieta’ medicinali della propoli scoperte fino ad ora:

  • Anestetiche
  • Antibiotiche
  • Antinfiammatorie
  • Antireumatiche
  • Antivirali
  • Battericide: (uccide numerosi ceppi microbici)
  • Batteriostatiche (impedisce la proliferazione di alcuni ceppi microbici che non riesce ad uccidere)
  • Cicatrizzanti
  • Fungicide (su alcuni tipi di funghi)
  • Immunostimolanti

e queste le malattie o affezioni di vario genere per cui la propoli si e’ rivelata efficace:

Apparato Circolatorio

anemia
flebite

Apparato respiratorio

asma bronchiale
bronchite e broncopolmonite
effetti da tabagismo
faringite
herpes labiale
influenza e stati influenzali
laringite
mal di gola
otite
raffreddore
rinite
sinusite
tonsillite
tosse (anche da fumo)

Apparato digerente

afta (ulcera in bocca)
alitosi
colite
gastrite
gengivite
glossite (infiammazione della lingua)
infezioni dentali
ipersensibilita’ dentale
riequilibrio flora intestinale (dopo cura antibiotica)
stomatite ulcerosa
ulcera gastroduodenale

Apparato genito-urinario

cistite
emorroidi
nefrite
prostatite
ragadi
uretrite
vaginite

Uso topico per la cura di:

acne
ascessi
blefariti dell’occhio
calli
duroni
eczema
ferite
foruncolosi
geloni
micosi (solo alcuni ceppi di funghi)
orzaiolo dell’occhio
occhio di pernice
pelle irritata dei neonati
piaghe
punture di insetti
ragadi al seno
reumatismi e malattie reumatiche
scottature
screpolature delle mani
ulcera varicosa

La medicina moderna ha riconosciuto alla propoli (o propolis) molte delle proprieta’ traumaturgiche che la tradizione gia’ le attribuiva gia’ nei secoli passati.

propoli grezza

Propoli grezza da lavorare

Io la utilizzo abitualmente da qualche mese, ed ho provato alcuni dei formati in cui viene venduta.
Esiste in soluzione alcolica o acquosa, entrambe al 30% di prodotto attivo.
Per un mal di gol, un po’ di tosse o un principio di raffreddamento mi sembra piu’ efficace la soluzione alcolica, assunta per via orale in ragione di 3-5 gocce ogni 3 ore, senza superare le 45 gocce/die. Le stesse dosi valgono per la soluzione a base d’acqua, adatta anche ai bambini.
Preferisco utilizzare la soluzione alcolica in confezione con vaporizzatore naturale, mentre per la soluziona a base d’acqua preferisco la confezione con contagocce (la versione con vaporizzatore spary spesso si inceppa prima di aver terminato il prodotto).

Ho assaggiato (in realta’, letteralmente divorato), delle caramelle gommose a base di propoli e miele in occasione di un recente convegno su miele ed apicoltura e le ho apprezzate talmente tanto che non mi sono preoccupato di segnarmi i riferimenti del loro produttore (credo fosse piemontese). Peccato, ma spero di ritrovarlo i primi di marzo ad Apimell.

Miele in favo

Il miele in favo viene prodotto interamente dalle api, senza alcun intervento da parte dell’uomo.

A differenza del comune miele in vasetto (che l’uomo estrae dai telaini, lavora con diversi metodi ed infine versa nei vasetti), quello in favo viene semplicemente staccato dai telaietti ed immediatamente confezionato per la vendita.

Il miele in favo e’ quindi miele vergine, di qualita’ e purezza superiori rispetto allo stesso miele, se lavorato, ed andrebbe consumato con tutta la cera, senza eliminarla.

Produrre il miele in favo

Per produrre il miele in favo, l’apicoltore utilizza dei supporti in plastica alimentare (o in legno, alla francese) detti favetti, che vengono inseriti nei comuni telaini da melario e lasciati riempire dalle api. Una volta riempiti dalle api (vedi foto), i favetti vengono inseriti in contenitori trasparenti su cui viene apposto un sigillo di garanzia autoadesivo e sono pronti per la vendita.

Miele-in-favo

Miele in favo dentro favetto di plastica

Il costo dei favetti in plastica e’ di circa 2 euro l’uno. Il costo comprende sia il favetto (in cui inserire il foglio cereo), che la confezione trasparente di vendita. In un telaino standard da melario si inseriscono esattamente (senza sprecare spazio) quattro favetti in plastica, quindi il costo totale e’ di circa 8 euro per ogni telaino.
I favetti in legno alla francese costano anche di piu’, ma sono superiori soltanto dal punto di vista estetico, rispetto a quelli in plastica alimentare.
L’apicoltore risparmierà sicuramente sulle (costose) attrezzature necessarie per produrre il miele, ma il costo inciderà direttamente sul prezzo di vendita al consumatore.

Ricavare il miele in favo

Un altro metodo di produzione del miele in favo consiste nel tagliare i favi direttamente dai telaini standard e confezionarli in confezioni di plastica trasparente. Questo e’ un metodo piu’ economico del precedente, perché non bisogna acquistare i favetti, ma e’ anche meno “pulito”. Tagliando il favo, le cellette lungo il perimetro vengono inevitabilmente rotte e viene disperso un po’ di miele. Se il pezzo di favo viene inserito subito nella confezione di vendita, ci sarà del miele sparso sul fondo della confezione.
Se invece il favo verrà fatto decantare sopra un banco di disopercolazione, si eviterà l’inconveniente di cui sopra, ma si dovrà comunque lavorare anche il miele disperso.

Miele in favo in vasetto

Ultimo metodo di produzione, ancora più economico del precedente, consiste nell’utilizzare i comuni vasetti in vetro da 1Kg, capovolti sul fondo del melario. Sul fondo del melario, sopra l’escludiregina, potrà essere aggiunto un pannello in legno con fori circolari, in cui inserire i vasetti in vetro fino al limite della filettatura, oppure utilizzare dei fondi in plastica alimentare già predisposti per avvitarci i vasetti in vetro, distanziati tra loro per poterne controllare a vista il riempimento.
Questo metodo presenta almeno uno svantaggio, perché i vasetti presentano dello spazio vuoto tra i favi costruiti dalle api e i consumatori non saranno certo contenti di acquistare un vasetto non completamente pieno.
Per ovviare a questo il produttore (spesso, purtroppo) riempie lo spazio vuoto con del miele lavorato, che non puo’ certo essere della stessa qualità di quello presente all’interno del favo.

Etichettatura

Fate attenzione alla confezione di vendita ed all’etichettatura!
“Miele IN favo” non equivale a “miele CON favo” e nemmeno a “miele E favo”. Dopo aver guardato la confezione di vendita, bisogna leggere attentamente l’etichetta, per vedere l’origine di cio’ che state acquistando. Nel caso del miele in favo, questo non può essere originario di paesi UE ed ExtraUE, perché e’ un unico prodotto.


Il mio consiglio e’ quello di acquistare e consumare soltanto miele italiano, prodotto e confezionato in Italia. In ogni regione italiana ci sono piccoli e medi produttori di miele, di diverse varietà, che dipendono dalla flora autoctona della regione. Se vi piace, ad esempio, il miele d’arancio o di zagara, lo potrete acquistare direttamente (o via internet) quasi esclusivamente da un produttore della Sicilia. Difficilmente un produttore del Trentino potrà produrre miele d’arancio (senza spostare le sue arnie in Sicilia), perché il Trentino non produce arance.
Facile, no? 😉